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Califfato
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Il mwegcaliffato è una mwewforma di governo mwfamonarchico (elettivo, poi mwfqassoluto); la sua identità politica e sociale si basa sul perseguimento e sulla predicazione delle convinzioni e delle attività politiche e religiose del mwfgprofeta islamico mwfwMaometto e sull'identificazione del monarca (il cosiddetto mwgaCaliffo) come suo erede e successore.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
Un sinonimo di mwiwcaliffo - in uso fin dal governo di mwjaʿOmar ibn al-Khaṭṭāb - è l'espressione "Comandante di credenti" (mwjqAmīr al-muʾminīn), successore politico (ma in qualche modo anche spirituale, ma non religioso) di mwjgMaometto nella sua funzione di fondatore e guida della mwjwumma.
La sua istituzione non è prevista dal mwkqCorano e neppure dalla mwkgSunna di mwkwMaometto e lo stesso termine "costituzione", o "rescritto", o "accordo" (mwlain arabo صحيفة?, ṣaḥīfa, lett. "Foglio") di Medina dell'anno 1 dell'mwlqEgira, è una traduzione abbastanza impropria per indicare quello che era un semplice accordo firmato tra le varie componenti della città di mwlgYathrib (odierna Medina) per regolamentare la convivenza fra musulmani, ebrei e persino pagani.cite-ref-1[1]
Storia
Il califfato arabo
Califfato dei Rāshidūn (632-661)
L'espressione "Califfato dei Rāshidūn" (in mwrqarabo Template:اَلْخِلَافَةُ ٱلرَّاشِدَةُ), ossia "Califfato degli Ortodossi", identifica il mwrwtrentennio circa di storia islamica (632-661) in cui la mwsamwsqumma fu retta dai quattro mwsgCaliffi, della mwswtribù dei mwtaQuraysh ma tra loro non imparentati (mwtqin arabo اَلْخُلَفَاءُ ٱلرَّاشِدُونَ?, al-Khulafāʾ al-Rāšidūn): mwtgAbū Bakr, mwtwʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, mwuaʿUthmān b. ʿAffān e mwuqʿAlī b. Abī Ṭālib.
L'essere stati tra i mwuwmusulmani più illustri per anzianità di fede (mwvasābiqa) e per parentela o affinità con mwvqMaometto (mwvgkarāba), e l'essere stati prescelti in base a criteri di efficienza e non di appartenenza familiare, li ha fatti definire dai musulmani come "ortodossi" (mwvwrāshidūn), spesso erroneamente definiti "Ben guidati" (mwwaal-rashīdūn).
Califfato omayyade (661-750)
Il Califfato omayyade (mwxain arabo ٱلخلافة ٱلأموية?, al-Khilāfa al-Umawiyya) fu il secondo dei quattro califfati principali istituiti dopo la mwxqmorte di Maometto, governato dalla dinastia degli mwxgOmayyadi (ٱلأمويون, mwxwal-Umawiyyūn o بنو أمية, mwyaBanū Umayya, "Figli di Umayya"), provenienti dalla mwyqMecca. Fu il terzo califfo, mwygʿUthmān b. ʿAffān, a essere la prima autorità politica appartenente a quel clan, ma la famiglia stabilì un dominio ereditario e dinastico soltanto con mwywMuʿāwiya ibn Abī Sufyān, governatore di lunga data della mwzaSiria che divenne il quinto califfo dopo la fine della mwzqprima guerra civile musulmana nel mwzg661.
Dopo la morte di Muʿāwiya nel mwaa680, i conflitti di successione culminarono con una mwaqseconda guerra civilecite-ref-0-2-0[2] e il potere alla fine cadde nelle mani di mwbgMarwān I a un altro ramo del clan. La Siria rimase la principale base di potere degli Omayyadi da allora in poi, con mwbwDamasco designata come capitale. La dinastia fu infine rovesciata da una rivolta sanguinosissima, guidata dagli mwcaAbbasidi nel mwcq750. I sopravvissuti Omayyadi si stabilirono a mwcgCordova, dando origine a un mwcwemirato e, in seguito, a un califfato rimasto in vita fino al mwda1031.cite-ref-3[3]
Califfato abbaside (750-1258)
Il califfato mwfaabbaside si concluse ufficialmente nel mwfq1258, anno in cui la capitale mwfgBaghdad fu conquistata e devastata dai mwfwMongoli di mwgaHulagu Khan che, uccidendo l'ultimo abbaside, mwgqal-Mustaʿṣim, estinse per sempre il califfato. In realtà un ramo secondario abbaside sopravvisse e, dopo una breve presenza ad mwggAleppo, trovò rifugio al mwgwCairo, vivendo (ma non governando in linea di massima, sotto la dorata tutela dei mwhaMamelucchi.
Califfato fatimide (909-1171)
Califfato almohade (1147-1269)
Il Califfato ottomano (1517-1924)
La conquista del mwogSultanato mwowmamelucco da parte del mwpaSultano ottomano mwpqSelim I nel mwpg1517 pose fine a quella fase in cui gli ultimi discendenti degli Abbasidi svolgevano una funzione di pura e semplice rappresentanza formale. Selim ricevette l'investitura da parte dell'ultimo Abbaside, Al-Mutawakkil III, con una solenne cerimonia al Cairo. I vincitori trasferirono tutti gli emblemi del potere califfale abbaside, mantello e spada di mwqaMaometto e altri oggetti ancora, ad mwqqIstanbul, nella residenza sultanale del mwqgTopkapı, il cui titolare agì come califfo dei musulmani sunniti, senza incontrare alcuna contestazione tra i suoi correligionari.
A livello internazionale il titolo di califfo venne ufficialmente utilizzato, e di fatto accettato, anche dalle cancellerie europee, solo a partire dalla firma del mwraTrattato di Küçük Kaynarca del mwrq1774.
Il "Movimento Khilafat" (1919-24)
Fin dal mwua1919 esisteva comunque un movimento attivo in difesa dell'mwuqImpero ottomano e noto appunto col nome di "mwugMovimento Khilafat" (Movimento per il Califfato), nato tra i Musulmani indiani ed appoggiato anche dallo stesso mwuwGandhi, che riconosceva in una istituzione pan-islamica come l'mwvaImpero ottomano, l'unico modo per tener testa all'egemonia britannicacite-ref-4[4]. Tale movimento fu invece osteggiato dagli mwwqArabi che lo ritennero uno strumento per il mantenimento della supremazia turca. Da parte araba quindi il titolo califfale fu rivendicato da re mwwgal-Ḥusayn b. ʿAlī dell'mwwwḤijāz, leader della mwxaRivolta araba, ma il suo regno venne sconfitto ed annesso nel 1925 all'Arabia Saudita da mwxqʿAbd al-ʿAzīz . Il titolo è da allora vacante.
Abolizione del califfato (1924)
Il califfato ottomano fu abolito nel mwya1924 da mwyqMustafa Kemal Atatürk e i suoi poteri furono trasferiti alla Grande Assemblea Nazionale della Turchia, il parlamento della neonata mwygRepubblica Turca.
Il "califfato" dell'ISIS
Il 29 giugno mw0a2014 l'mw0qISIS, nell'ambito della mw0gguerra civile siriana e dell'mw0winsurrezione irachena, ha annunciato a mw1aMossul (mw1qIraq) l'istituzione nei territori sotto il proprio controllo di un "califfato", con a capo mw1gAbu Bakr al-Baghdadicite-ref-5[5]. A partire da quel momento, il gruppo terroristico ha adottato la dicitura di mw2wStato Islamicocite-ref-newname-6-0[6]cite-ref-7[7] anche se è diffuso, non solo in ambito arabo, l'mw5aacronimo Daesh.
Organizzazione della cooperazione islamica
Si propone come erede del califfato anche l'Organizzazione della cooperazione islamica (almeno nei territori non russi o cinesi), con il segretario generale eletto (come i califfi rashidun).
Note
cite-note-0-22. ↑ mw-a(mw-qmw-gEN) Sahih Bukhari, mw-wmwaqaSahih Bukhari: Read, Study, Search Online, su mwaqesahih-bukhari.com. mwaqiURL consultato il 12 maggio 2022.
cite-note-33. ↑ mwaqy(mwaqcmwaqgEN) mwaqkmwaqoThe Iberian Peninsula – Al-Andalus (750–1031), su mwaqsThe Human Journey. mwaqwURL consultato il 9 novembre 2023.
cite-note-44. ↑ mwaraSankar Ghose, mwaremwariMahatma Gandhi, Allied Publishers, 1991, pp.mwarm 124-26.
cite-note-55. ↑ mwarcmwargmwarkL’ISIS e la lotta per l’egemonia nel mondo sunnita - GEOPOLITICA.info, su mwarogeopolitica.info. mwarsURL consultato il 1º maggio 2015.
cite-note-newname-66. ↑ mwar8(mwasamwaseEN) mwasimwasmIraq crisis: Isis changes name and declares its territories a new Islamic state with 'restoration of caliphate' in Middle East, su mwasqindependent.co.uk, 29 giugno 2014. mwasuURL consultato il 17 agosto 2014.
cite-note-77. ↑ mwask(mwasomwassEN) mwaswmwas0This Is What The World's Newest Islamic Caliphate Might Look Like, su mwas4businessinsider.com, 30 giugno 2014. mwas8URL consultato il 17 agosto 2014.
Bibliografia
• mwatm(EN) Sir T.W. Arnold, The Caliphate, London, Routledge, 1965 [1924].
• mwatuC. A. Nallino, Appunti sulla natura del «Califfato» in genere e sul presunto «Califfato ottomano», in Scritti editi e inediti, a cura di M. Nallino, vol. III (di 6), Roma, Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino, pp. 234-569.
Voci correlate
• mwatkCaliffo
• mwatsCaliffato dei Rashidun
• mwat0Califfato di Cordova
• mwat8Califfato ottomano
• mwaueCaliffato abbaside
• mwaumCaliffato d'Egitto
• mwauuCostituzione di Medina
• mwaucEmirato
• mwaukIslam
• mwausPanislamismo
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-califfatoCaliffato, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.